Il cuore e un fazzoletto rosso…
di Lorenzo Mori

Un nitido ricordo di ieri
si confonde con l’opaco tempo di oggi.
Giovani, con un fazzoletto rosso al collo,
guerrieri adolescenti,orgogliosi, vivi, presenti
sfilano lungo il sentiero della vita,
pronti a cambiare la storia,
alla ricerca di una via non percorsa
o forse, soltanto, di un’altra primavera.

Uno lo ricordo bene.
Il suo volto è sincero, le sue mani vicino al cuore,
nella sua testa i sogni e le speranze di un orizzonte senza fine.
E poi il Partito, la Casa del Popolo, la Sezione, la gente,
luoghi dove le nostre vele si sono spiegate ad una brezza incerta,
in una direzione mai definita,
in un approdo sempre troppo vicino al porto lasciato.

 

In questo viaggio forse solo immaginario
la vita ci ha segnato con rughe e ferite che non si rimarginano
ma noi abbiamo segnato la vita
con la nostra dignità,
forse sconfitti e disarmati
ma mai arresi.

Nel grigiore e nell’evanescenza dei giorni che incontriamo
rimane quel fazzoletto rosso,
simbolo di chi, pur arrancando, riesce ancora a stringere i pugni.
Nelle sue pieghe troverai i nostri sogni
che il tempo ha forse soltanto sbiadito,
un cuore che batte per una vita giusta,
un piccolo lembo di ciò che resta del “sol dell’avvenire”,
l’aria frizzante di una nuova primavera che sta arrivando.