La donna

La donna
di Pietro Tozzetti

Quando è giovane e piena di vita
con un corpo armonioso e perfetto,
e mi appare sorridente e vivace._
clicco MI PIACE

Anche quando la incontro per caso
e mi affascina con gesti e parole,
pur essendo un incontro fugace…
clicco MI PIACE

Se ho fortuna ed accetta il mio invito,
e impaziente incomincio a sognare
che sia amore eterno e verace…
clicco MI PIACE

Quando con lei ho trascorso la vita
sopportando i miei tanti difetti,
ho la conferma, il suo amore è tenace…
clicco MI PIACE

Arrivato alla fin dei miei giorni,
nel freddo marmo vedo incisa la frase:
Spese tutta la vita a cercar di capirmi,
morì deluso. Ed ora qui giace…
sarà lei a cliccare MI PIACE

8 Marzo

La donna
di Pietro Tozzetti

Staccarsi dal suolo
e pian piano volare
è questa la cosa
che sogno di fare
volare su in alto
volare sul mondo
sui campi, le case
un bel girotondo
guardare dal cielo
i prati fioriti
immensi tappeti
i più colorati.

I fiumi che tagliano
i monti e le valli
serpenti impazziti
fra i boschi ed i colli
raggiungono il mare
e portano via
insieme alla pioggia
la nostra follia.

Volare su in alto
e andare lontano
sognare di prendersi
tutti per mano
in una catena
che abbraccia le stelle
dall’alto ti accorgi
di come son belle.

In questo chiarore
che corre veloce
io vedo una luce
io sento una voce
mi sveglio e mi accorgo
che tutto è finito
il mondo non è
quel tappeto fiorito
i fiumi son solo
una lenta agonia
e ancora ci avvolge
la nostra pazzia.

Nuovo di questa terra

La donna
di Pietro Tozzetti

I giorni si rincorreranno,
incessanti, uno accanto all’altro,
ed i tuoi occhi si spalancheranno
per cercare il senso e la direzione
delle cose della vita.

Ci saranno attimi da contare
e amori da dimenticare,
avrai libri da sfogliare,
e sospiri da strappare al vento
quando il sole diventa obliquo
e traccia, nel cielo, le vie dei sogni.

Le tue mani diventeranno forti
per raccogliere i frutti
nella stagione avversa,

conoscerai l’essenza del desiderio
quando la via di casa è ancora lontana,
ti inginocchierai per ringraziare
un dio lontano che non si vede.

Ed infine avrai un cuore che crescerà con te;
forse sarà solo una piccola bussola e
una luce fioca nel labirinto del tempo perduto,
o forse, chissà,
sarà la spada pronta a difendere il tuo amore,
il calice pieno dei profumi e delle gocce di rugiada
raccolti durante il cammino,
lo specchio di una vita attorcigliata intorno a te.

Non avere paura; la tua luce sta arrivando.

Il tempo e le rose

La donna
di Pietro Tozzetti

Posso soltanto dirti
che nella nostra vita
non ho mai contato il tempo,
ne’ sfogliato un calendario.

I giorni si sono rincorsi,
senza sosta,
lasciando dietro di se
il profumo della primavera e
della prima pioggia d’agosto,

il frusciare del vento,
il battere soffice dei fiocchi di neve.

Conto invece i miei giorni con te
segnando ogni carezza ed ogni bacio dato,
tutti i fiori non colti che non ti ho regalato.

Vicino a te i giorni non appassiscono.

Il dono di Natale

La donna
di Pietro Tozzetti

Solo alberi disarticolati e corrosi dalla salsedine
in questa lunga spiaggia vuota, senza tempo, né colori.

Un gelido vento di chissà dove
scuote arbusti evanescenti,
penetra i miei occhi,
lambisce la mia anima;
porta con sé echi lontani, frastuoni di gente,
pensieri e voglia di materia chiamata oggetti,
di regali improbabili, spesso di un’illusione di apparire
così fragile da sbriciolarsi nel nulla delle onde incessanti.

Cerco un Natale lontano
da chi lo ama fino all’ossessione
e lo contorce a festa pagana di gente senza terra.

Cerco un Natale lontano
da una vita asimmetrica, complessa e contorta
che riesce ad ingoiarne la sua semplice immediatezza.

 

Sogno un Natale dove
i nostri cuori non siano in vendita,
le nostre passioni non siano arrugginite,
le nostre anime non restino mute.

Sogno un Natale lontano
dalle ossessioni del mondo,
da vivere dentro il cerchio chiamato amore,
dove i colori diventano poesia,
i sogni si trasformano in zucchero filato,
dove la vita regna,
dove le cose sono e non sembrano.

Nel mio dono di Natale ci sono
una carezza e un bacio che non ho mai dato
scelti tra quelli perduti nella memoria,
affogati nelle nostre paure,
negati per le nostre incertezze.

Il cuore e un fazzoletto rosso…

La donna
di Pietro Tozzetti

Un nitido ricordo di ieri
si confonde con l’opaco tempo di oggi.
Giovani, con un fazzoletto rosso al collo,
guerrieri adolescenti,orgogliosi, vivi, presenti
sfilano lungo il sentiero della vita,
pronti a cambiare la storia,
alla ricerca di una via non percorsa
o forse, soltanto, di un’altra primavera.

Uno lo ricordo bene.
Il suo volto è sincero, le sue mani vicino al cuore,
nella sua testa i sogni e le speranze di un orizzonte senza fine.
E poi il Partito, la Casa del Popolo, la Sezione, la gente,
luoghi dove le nostre vele si sono spiegate ad una brezza incerta,
in una direzione mai definita,
in un approdo sempre troppo vicino al porto lasciato.

 

In questo viaggio forse solo immaginario
la vita ci ha segnato con rughe e ferite che non si rimarginano
ma noi abbiamo segnato la vita
con la nostra dignità,
forse sconfitti e disarmati
ma mai arresi.

Nel grigiore e nell’evanescenza dei giorni che incontriamo
rimane quel fazzoletto rosso,
simbolo di chi, pur arrancando, riesce ancora a stringere i pugni.
Nelle sue pieghe troverai i nostri sogni
che il tempo ha forse soltanto sbiadito,
un cuore che batte per una vita giusta,
un piccolo lembo di ciò che resta del “sol dell’avvenire”,
l’aria frizzante di una nuova primavera che sta arrivando.

Per Anna ed Egisto

La donna
di Pietro Tozzetti

Le prime scie di luce
si fanno strada nel giorno che viene.

Quando il buio si incrina il tempo sembra ancora accelerare,
gli attimi si sovrappongono disordinati,
un’altra pagina di vita inizia lentamente a comporsi.

Ti guardo.
E sono ancora stupito.

Mi chiedo quante cose ci hanno unito nel cammino,
quanti dolori ci sono stati risparmiati,
quante rose abbiamo contato lungo il sentiero.

Mi scopro a guardarti con gli occhi di tanto tempo fa
pieni di desiderio e di paura,
forse incerti ma ancora forti e luminosi.

Non è stato facile.
Abbiamo cercato di costruire il nostro rifugio
aggiungendo, un giorno dopo l’altro,
amore all’amore
pensiero a pensiero,
speranza a sofferenza
baci a carezze.

 

Abbiamo condiviso le notti insonni,
i sospiri e le paure dei figli.
Abbiamo seguito le vie del cuore,
cercato un senso alla fede ed alla giustizia,
incontrato e perso per strada persone care.
Ci siamo fatti cullare da lacrime di gioia.

Ma forse, alla fine,
ci siamo soltanto amati,
ben al di là del tempo e delle cose.

E domani,
domani sarà ancora un buongiorno,
per donarti
un petalo del mio cuore,
e quel bacio perduto, trascinato via
dalla brezza di un maggio ormai lontano.


Lorenzo, 26 Maggio 2009

Maggio

Maggio

di Luigina Battagli

Maggio, primavera nell’aria e nelle cose,
i prati in fiore e la brezza trasporta odor di rose.
Mi ricordo quando ero una bambina e portavo ogni giorno alla Madonna
una viola o una bella pratolina.
Era un piccolo dono, e se talvolta lo dimenticavo
da Lei correvo a chiedere perdono.
Ma intanto passava il tempo e in mezzo alla corrente
della vita ogni giorno me ne andavo,

crescevo e mi sentivo più importante,
vedevio la mia meta ormai vicina,
perdendo non piangevo per la paura di sembrar bambina.
Poi il lavoro, i pensieri nella mente, e poi l’amore
ecco finalmente
ritrovo il tempo per guardare il sole
e camminar sui prati: stamattina
ho colto un fiore come da bambina

Maggio 1974

Noce di Sorrento

Noce di Sorrento

di Gianni Calamassi

Noce di Sorrento a tre canti
consumata dalla mano nuda,
nella tasca stretta
dei pantaloni.
Talismano contadino
mai dimenticato e tuttavia
sconosciuto,
infondi sicurezza ed un manto
di provvida fortuna stendi
sul possessore.

Ruzzoli nella tasca e alla
morte mostri il tridente
affilato; sorridente
guarda il padre marinaio
nel cielo terso alla ricerca
del nemico.

Adesso il secco gheriglio
suona all’urto,
nella bacheca affollata.


A mio padre

Alla colla

Alla colla

di Gianni Calamassi

Lo sprone a picco
sulla vallata,
aggredito da folate
progressive che si
schiantano
sulla superficie liscia
delle sue pietre.

Il vento incita
le ginestre a frustare
l’aria tersa dintorno.

 

Il paleo che ondeggia smarrito;
si scuotono
tormentate le cime dei faggi.

Un pino grigio annuisce
sofferente:
la cortina di colline
assiste palpitando
nella calura pomeridiana.

Gianni Calamassi – da: “Paesaggi toscani ed oltre” ©