E la civetta cantò. Eccidio del padule di Fucecchio 23 agosto 1944

di Elisabetta Pucci

La complessità di questo libro risiede nella capacità del lettore di interpretare i vari personaggi che si alternano per dare corpo e storia alla semplice e povera vita di paese nella prima metà del novecento. 

E non solo, le pagine fitte di vita vissuta danno una visione particolareggiata dei cinque anni di guerra visti con gli occhi di una ventenne.

E non solo, questo libro racchiude in se, come uno scrigno la terribile strage del 23 agosto 1944 avvenuta in un’area depressa e acquitrinosa della provincia di Pistoia.

Eccidio del padule di Fucecchio.

Una zona profondamente segnata da quel massacro di oltre settant’anni fa. I testimoni rimasti si contano adesso sulle dita di una mano. 

La protagonista della storia aveva 19 anni quando Mussolini annunciò la dichiarazione di guerra. I suoi ricordi sono lucidi e precisi e li ha raccontati con singolare schiettezza. Lei e la madre ebbero decimata la numerosa famiglia, rimase solo sua nonna con otto nipoti salvati miracolosamente dalla profondità di un fosso, non individuato dai soldati della wehrmacht, dentro il quale si erano nascosti.

Questa è la vita di una donna che si snoda tra argomenti e concetti e sentimenti più grandi di lei, spesso conflittuali e ambigui e l’interpretazione che il lettore darà alle storie incastonate sarà motivo di un’ulteriore ricerca all’interno dell’animo umano. 

Un viaggio tra verità, coraggio, paura, ambiguità e contraddizioni dove ogni donna, ma anche ogni uomo può riconoscersi.

Premi letterari:

Premio Speciale della Giuria Città di Pontremoli 2020