La torta di pere

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La torta di pere

di Pietro Tozzetti

Oggi ho deciso, voglio cimentarmi con la torta di pere di cui sono goloso, ed è di gran lunga il dolce preferito nella nostra famiglia.

E’ la prima volta che ci provo, e per avere sufficienti probabilità di riuscita, ini sono documentato da quel1’esperta culinaria di terza generazione, che è mia moglie.

E’ una vecchia ricetta piuttosto semplice, e fin da quando, tanti anni fa ebbi il piacere di apprezzarne la bontà, questo è stato il dolce gradito da piccoli e grandi, ricercata da quanti frequentavano la trattoria di mio figlio e oggetto del desiderio di amici e parenti che ne fanno richiesta nelle più svariate occasioni. Questa torta ha sicuramente contribuito ad arricchire la gioia e il gusto di quanti l’hanno assaggiata.

Ho pesato un chilo di pere kaiser, ma avrei potuto usare anche le nòote, o le cosce. Le ho coccolate mentre le sbucciavo, poi le ho tagliate a pezzetti piccoli e le ho messe in un contenitore in attesa.

Ho preso cinquanta grammi di burro, preferibilmente Soresina, e l’ho fatto fondere con un bicchiere di latte intero in una pentolina.

Poi in una capiente ciotola ho preparato l’impasto che diventerà il

protagonista della ricetta. Ci ho messo due tuorli d’uovo, due etti di zucchero semolato, una presa di sale fino e due etti di farina 00. Ho mescolato con un mestolo, ma che sia di legno mi raccomando!

Poi con impegno ho continuato fin quando l’impasto non è diventato morbido ed omogeneo, e se necessario aggiungo del latte.

A questo punto dell’opera, nella ciotola dell’impasto ho versato il burro fuso con il latte, e sento un odore accattivante che mi arriva alle narici, ma non devo lasciarmi distrarre, e senza esitazione ho preso il contenitore con le pere e le ho rovesciate nella ciotola, dopo di che mescolo il tutto con attenzione.

Ho preso la piccola ciotola dove avevo messo le chiare delle uova e con una forchetta con i denti lunghi inizio a montarle con un movimento rotatorio costante e allegro, a questo punto quello che era un liquido mieloso e trasparente, si inturgidisce e in pochi minuti prende consistenza trasformandosi in neve ferma.

Poi ho preso una bustina di lievito, rigorosamente Bertolini, e dopo averla schiacciata con un cucchiaio per evitare grumoli, ne ho sparso una metà sul1’impasto. Su questo, infine, ho versato le chiare montate che mescolo amorosamente.

Ho abbandonato per un momento la ciotola con que11’impasto squisito e mi

 

 sono dedicato alla preparazione della teglia che sarà l’alcova nella quale verrà accolto.

llo preso una teglia, che nel mio caso è di alluminio, e ungo bene le pareti interne con un po’ di burro tenero iniziando dal fondo, e poi con delicatezza i fianchi fino ai bordi, per farla sembrare come verniciata di burro.

  Mentre sto spalmando con perizia la teglia, quasi accarezzandola, penso a quella volta che stavo godendomi il sole su un lettino a bordo piscina, e una ragazza sdraiata li accanto, si spalmava sul coipo una crema simile al burro, era solare o nutriente? Per me non faceva diderenza. Quello che invece faceva la differenza era il movimento continuo delle dita sulla pelle abbronzata e compatta. Si massaggiava con movimenti circolari da sotto l’ombelico, su su fino a sfiorare il seno con una leggera pressione per costringere la crema ad essere assorbita. Io guardavo turbato la scena che, pur nella normalità aveva qualcosa di eccitante e, del tutto involontariamente ebbi una reazione che in quel momento, per me risultava ingombrante.

Jn quel preciso momento sento mia moglie che dice:“Ma cosa gli fai a codesta teglia! Bastava una leggera passata! Sbrigati e metti l’impasto in forno altrimenti passa di lievito!”

Con un po’ di imbarazzo ho abbandonato il ricordo e ho versato il contenuto della ciotola nella teglia, ormai abbondantemente imburrata, nella quale l’impasto si sdraia comodamente.

Poi ho cosparso di zucchero semolato la superficie dell’impasto, e mi sono affrettato ad inserirlo nel forno con una temperatura di 180º.

Ho atteso cinquanta minuti necessari alla cottura, ma quanto sono lunghi! Ho la stessa trepidazione di quando accompagno mia moglie dal dentista che sembra non uscire mai. Succede invece che in tutta la stanza si sta diffondendo l’inconfondibile odore del mio dolce preferito.

E ancora prima di vederlo uscire dal forno, con la crosta biscottata, so che sarà più buono di quelli che ho mangiato finora!

Perché questo l’ho fatto io!

TORTA di CECI di Livorno

Le ricette di CNA Pensionati: la torta di ceci di Livorno

Torta du ceci di Livorno

di Giuseppe Casamassima

Chi la chiama CECINA dice una CAGATA PAZZESCA. L’optimum sarebbe poterla cuocere in un forno a legna dentro una teglia di rame stagnata. lo non ce l’ho o dopo tante prove, ho visto che la teglia in ferro che viene usata per fare la PAELLA di Valencia é la più adatta. Usare teglie inaderenti vi farà mangiare una pappuccia con la farina di CECI. Almeno questa è la mia esperienza.

DOSI (prendere 2 teglie sufficienti per 3 4 persone.
Farina di ceci 250 gr – acqua almeno 750 gr – sale q.b. – olio q.b. (olio di oliva o meglio ancora di
arachide)

PREPARAZIONE: Procurarsi una ciotola (terrina) e versarci la farina. Farci un buco in mezzo, metterci un po’ d’acqua e amalgamare la farina con un cucchiaio di legno. Amalgamare bene e aggiungere un pizzicotto di sale. Continuare ad amalgamare aggiungendo acqua. Alla fine dovrà risultare della stessa consistenza del latte magari utilizzando una frusta. Deve essere liquida. Se per caso sí formano grumi filtrare il tutto e aggiungere olio. Amalgamare nuovamente con la frusta. L’olio deve essere visibile Lasciare riposare 4/5 ore rigirando l’impasto ogni tanto. Sempre con la frusta. lo preparo il tutto al mattino per infornarla alla sera.

COTTURA: Accendere il forno di casa, mettetelo sulla posizione ventilato a 200° per mezz’ora. Prendere la teglia della paella e ungere bene il fondo e le pareti, magari aiutandosi con un pezzo di scottex. Versare tre/quattro ramaiolate di liquido preparato e mettere in forno. LO spessore 3/4 millimetri.
Per almeno 20/25 minuti. Gli ultimi 5 minuti solo GRILL. Deve fare una bella crosta marrone (no bruciacchiata). Sfornare e mettere in un piatto grande da p.a.

N.B. Se la teglia è ben oliata si stacca bene e scivola nel piatto.

COME SI MANGIA? Prima di tutto bisogna macinarci sopra il pepe. Munirsi quindi di macina pepe. Si puó mangiare da sola, oppure dentro il pane o nella schiacciata. A Livorno viene servita su carta gialla e la bevanda che si accompagna (o si accompagnava meglio) é la spuma bionda. Ma va bene anche la birra o il vino. Tanto in pancia c’è buio!

ANEDDOTO. Ancora oggi a Livorno si compra la Torta. Si mangia come 5 e 5 (pane e torta).
Era un piatto povero. Cinque centesimi di torta e cinque centesimi di pane. La torta veniva venduta in tutte le pizzerie tutto l’anno. Attualmente non si trova in tutte le pizzerie.

Costo al negozio?
17€/1kg (settembre 2020).
Costo della farina (quella buona)
max €. 4 al kg.

Zarzuela “Spagna”

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Zarzuela "Spagna"

Ricetta di Fiorella Braccini del Lungo

Ingredienti

500 gr di cozze
500 gr di merluzzo
500 gr di seppie
300 gr di scampi
4 pomodori
cipolle
4 spicchi di aglio rosso
bicchiere di vino bianco 
limone
Un cucchiaio di brandy
Prezzemolo
5 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
Sale
Pepe e un pò di peperoncino

Ricetta

Pulire bene le cozze, fare a striscione le seppie a cubetti il merluzzo.
Tritare finemente la cipolla che farete rosolare bene in padella con l’olio, dopo alcuni minuti aggiungete le seppie gli scampi le cozze il merluzzo ed il peperoncino. Mescolare continuamente con un mestolo di legno fino che le cozze non saranno aperte.

Ora tritate il prezzemolo (una manciata) con gli spicchi d’aglio, spellate e tritate i pomodori riducendogli in poltiglia (in alternativa un barattolo di passata Mutti) e aggiungere il tutto al pesce, salate, pepate, versateci il bicchiere di vino bianco, il brandy lasciando cuocere a fuoco lento per 1/4 d’ora. Versare sopra il succo di 172 limone e servire ben caldo guarnendo i piatti con fettine del limone avanzato.

BUON APPETITO

P.s Attenzione a salare poiche c’è l’acqua rilasciata dalle cozze in cottura.

Torta alle mele e marmellata

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Torta alle mele e marmellata

Ricetta di Fiorella Braccini Del Lungo

Ingredienti

4 mele
150 gr di farina 
150 gr di zucchero 
2 cucchiaio di latte
1/2  bustina di lievito 
2  uova
20 gr di burro
marmellata di albicocche q.b

Ricetta

Levare il burro dal frigo e fatelo ammorbidire, accendere il forno a 180 gradi, sbucciare le mele, eliminare il torsolo dividerla in 4 pezzi che poi taglierete a fettine sottili di circa 1/2 cm. (per non farle ossidare spruzzare del limone).
Ora prendete la farina tenendone un cucchiaio da parte, aggiungere 120gr di zucchero, mischiate per bene e formate un incavo dove romperete le uova un cucchiaio di latte e 10gr di burro.

Impastate il tutto fino ad ottenere un impasto morbido e uniforme. 

Preparazione e cottura
imburrate e infarinate una tortiera a cerniera di 20 cm di diametro versate l’impasto e livellatelo, inseritevi gli spicchi di mela in senso circolare, così che si formi un anello circolare tenendo gli spicchi a 2 cm di distanza dal bordo tortiera, spolverate con lo zucchero rimasto e mettetela in forno per 40 minuti.

Presentazione
Sformare la torta si di un piatto da portata e cospargere sulle mele calde un leggero strato di marmellata di albicocche.
La torta può essere gustata sia tiepida che fredda.
n.b Il burro e la farina avanzata ci serviranno per imburrare la tortiera, il 2 cucchiaio di latte lo adopererete se l’impasto vi sembrasse troppo sodo.

Pappa al pomodoro

La ricetta della pappa al pomodoro di CNA Pensionati

Pappa al pomodoro

Le Ricette di casa Belli-Vendramin

Ingredienti per 4 persone

Pane Toscano raffermo 300/350 gr
Pomodori maturi ½ Kg
Mezza cipolla e 2 spicchi d’aglio
Un pezzetto di peperoncino
Brodo vegetale ½ litro
Olio extravergine toscano Basilico
Sale e pepe

Ricetta

Mettere con un certo anticipo il pane raffermo in una scodella con l’acqua.
In una casseruola soffriggere nell’olio a fuoco basso l’aglio, la cipolla e il peperoncino.
Aggiungere i pomodori maturi privi di buccia, salare e pepare, e lasciare cuocere per alcuni minuti.
Strizzare bene il pane e metterlo nella casseruola, mescolando con un mestolo o con una frusta per farlo insaporire, (usando la frusta il pane si sbriciola di più).
Aggiungere il brodo vegetale, e lasciar cuocere per circa 20 minuti, finché il liquido non viene assorbito.
Qualche minuto prima di spegnere il fuoco, aggiungere qualche foglia di basilico. Lasciare riposare alcuni minuti prima di servire.
Buon appettito !!

INSALATA DI RISO VENERE

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INSALATA DI RISO VENERE

Le Ricette di casa Benedetta Garuglieri

Ingredienti

500 g riso venere
500 g
mazzancolle surgelate
300 g
pomodorini datterini
1
limone
4
zucchine
2
carote
Aglio olio sale e pepe

 

 

Ricetta

Cuocere il riso venere e raffreddarlo.
Cuocere a vapore le mazzancolle e le carote fatte a fettine in contenitori separati.
Cuocere in padella le zucchine con olio , aglio, sale e pepe avendole precedentemente tagliate a rondelle sottili.
Preparare i pomodorini confit (tagliarli a metà per lungo ed adagiarli su una placca da forno, metterci sale, zucchero, timo ed un filo di olio. Mettere in forno a 130 per circa 40 minuti, devono risultare ben cotti ma non bruciati.
Fare a filini la parte gialla del limone.
Mescolare tutti gli ingredienti e condirli con olio sale e pepe.

Anatra all’arancia a modo mio

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Anatra all'arancia a modo mio

ricetta di Fiorella Braccini del Lungo

Ingredienti

1 anitra di medio peso
2 cucchiai di fecola di patate
100 gr di zucchero
100 gr di burro
3 arance mature non trattate
Sale e pepe

Ricetta

Mettete l’anitra salata e pepata in un tegame e fatela arrostire bene a fuoco lento, con il burro, in modo che tutto il grasso si sciolga. 
Recuperare il sugo che si sarà formato, raffreddarlo e sgrassarlo, a quello che rimane aggiungete un bicchiere di acqua , un bicchierino di grand maniera (facoltativo), la fecola e alla crema ottenuta unite la sola scorza delle arance pestata a mortaio e lo zucchero.

Mescolare bene e versate sull’anitra la salsa.
Rimettete l’anitra in forno per un pò di minuti per servirla calda guarnendo i piatti con le fette delle arance prive della scorza che avete conservato.

Buon appetito.

Panforte

Ricette di cucina CNA Pensionati Firenze

Panforte

gr. 500

Ingredienti

Farina bianca gr 150
Zucchero a velo gr 150
Miele gr 150
Mandorle dolci con la buccia gr 350
Cedro candito gr 125
Arancia candita gr 125
Cannella macinata ½ cucchiaino
Spezie ½ cucchiaino
(moce moscata, chiodi di garofano, coriandolo)

Carta da forno
Teglia anti aderenza
Ciotola


Ricetta

Tagliare i canditi a quadratini ed unirli alle mandorle ed alla farina amalgamando in modo omogeneo.
Sciogliere a fuoco lento il miele con lo zucchero a velo quando il composto si stacca dalla teglia unirlo al preparato di farina mandorle e canditi.
Amalgamare bene ed inserire nello stampo foderato di carta da forno.
Cuocere in forno per 15 minuti a 180°, facendo bene attenzione al tempo di cottura.
Sfornare e fare raffreddare, togliere dallo stampo, mettere l’ostia sul fondo e sul bordo laterale, poi spolverare con zucchero a velo.
Se non avete l’ostia passare il panforte nello zucchero a velo.

I bomboloni di Annalisa

Le ricette di CNA Pensionati

I Bomboloni

di Annalisa

Ingredienti

1 uovo grosso
300 gr di farina 00
mezzo cubetto di lievito (circa 15 gr)
1 dl di latte
30 gr di burro (o strutto)
30 gr di zucchero semolato sale
olio per friggere
Per farcire, marmellata o crema pasticcera e zucchero semolato per ricoprire.

Ricetta

Sbriciolate il lievito in una ciotola capiente e diluite con il latte tiepido. Il latte deve avere la temperatura delle dita: più caldo potrebbe uccidere gli organismi vivi del lievito e inibirne l’azione.

Rompete l’uovo e sbattetelo leggermente. Versatelo nella ciotola assieme al burro fuso e allo zucchero. Unite un pizzico abbondante di sale e mescolate bene. Unite la farina a poco a poco.

Mescolate l’impasto con una forchetta e, quando diventa spesso, trasferitelo su un piano di lavoro infarinato. Lavorate la pasta con le mani aggiungendo se necessario altra farina, fino ad ottenere una pasta liscia e elastica.
Infarinate la palla di pasta e rimettetela nella ciotola. Lasciatela lievitare per circa 2 ore, chiusa in un sacchetto di plastica. In questo modo sarà al riparo dalle correnti di, aria e lieviterà perfettamente.

Spianate la pasta su un piano di lavoro infarinato finché avrà uno spessore di circa 1 cm. Ritagliate tanti dischi di circa 6 o 7 cm di diametro. Potete anche usare un bicchiere rovesciato.

Deponete i dischi di pasta su la metà di un canovaccio lievemente infarinato e ripiegate l’altra metà sopra per far ricoprire. Lasciate lievitare per 1 ora circa, sempre al riparo dalle correnti d’aria (potete anche chiudere il tutto in un armadio.

Scaldate l’olio: per saggiare la temperatura, tuffatevi un pezzetto di pasta dei krapfen: deve sfrigolare subito ma non scurire troppo in fretta. Friggete i krapfen sui due lati e deponeteli quindi su carta assorbente.

Quando riuscite a afferrarli, riempite i dolcetti con marmellata o crema, aiutandovi con una siringa per dolci o una tasca da pasticciere. Rotolateli nello zucchero e deponeteli su un piatto di presentazione.