1943-1945 Cronaca di un itinerario che non avrei voluto percorrere

di Elisabetta Pucci

La narrazione descrive una vicenda realmente accaduta negli anni di guerra dopo l’Armistizio dell’otto settembre ‘43. Un giovane soldato arruolato negli alpini della guardia di finanza e alloggiato in una piccola caserma posta sul confine franco svizzero, viene tradito da un superiore la notte stessa dell’annuncio del generale Badoglio, e con lui tutta la squadra. Con l’inganno sono richiamati al Comando, arrestati e portati in campi di concentramento in Germania e costretti ai lavori forzati.
Inizia un vero calvario per centinaia di giovani, molti vengono uccisi a sangue freddo, tanti decimati dalle malattie, altri meno sventurati sono tornati a casa. Il protagonista della storia è uno di questi. Dopo ventidue mesi, durante i quali ha subito offese e percosse, rientra in patria. Il freddo e la fame, con la malattia che ha accompagnato e impoverito il fisico fino a farlo pesare poco più di un bambino, sono il tema conduttore dei giorni rappresentati. Poi è arrivata la fine della guerra, il recupero della salute e la possibilità di tornare a casa. L’entusiasmo per la fine dei tormenti gli ha donato la forza per sopportare un rientro avvilente, parte integrante di tutto il racconto.

Biografia

Elisabetta Pucci nasce nei luoghi descritti dal libro, territori a lei cari e profondamente toscani. Da anni si occupa di storie accadute nel periodo fascista con la curiosità sincera di capire realmente i fatti pur non avendoli vissuti. Li elabora attraverso le sue emozioni, facendoli propri con la passione dei personaggi che vivono quegli anni di grande sgomento con speranze sempre nuove. La sua ricerca di pace interiore le permette di essere osservatore imparziale permettendole di identificarsi con le condizioni circostanti.
Dopo il libro storico di esordio, molto ben accolto dalla critica, Elisabetta Pucci ci riprova con questo secondo libro dove continua a esplorare un periodo difficile che le gravita intorno da sempre, come se
raccontarlo fosse per lei un dovere. Le domande penetranti che si pone cercano risposte nelle piccole storie, relativamente insignificanti, che compongono la parte più vera del quadro inquietante della seconda guerra mondiale.
Elisabetta Pucci trascorre i mesi estivi di infanzia e adolescenza nel casolare di nascita a Castel Martini, piccola località nel comune di Monsummano Terme, che lei ricorda con malinconico rimpianto. Adesso vive e lavora tra Firenze e Rignano sull’Arno, la vita in campagna favorisce la sua passione che è la scrittura, alimentata e arricchita da letture continue e che l’aiutano a interpretare e capire la dinamica dell’animo umano. Dopo lunghe e attente documentazioni sul passato della propria famiglia decide di scrivere la loro storia, la cui tematica è legata al periodo della seconda guerra mondiale.
Suo figlio David rende omaggio alla madre e alle storie vissute dai suoi nonni realizzando e curando le grafiche delle copertine. Il suo contributo impreziosisce ulteriormente le storie sulle quali è posta
l’attenzione.

Premi Letterari :

Mondolibro 2013 Roma – Premio Speciale della Giuria
caARTEiv 2013 Millesimo – Primo Premio
La città del Tricolore 2013 Reggio Emilia – Secondo Premio
Casa Sanremo Writers 2014 San Remo – Menzione Speciale
Franz Kafka 2014 – Premio Speciale della Giuria
Cesare Beccaria 2017 Unicamilano – Menzione Speciale
Trofeo Manfredo Giuliani Città di Pontremoli 2019
Premio Speciale della Giuria Città di Pontremoli 2020

Contatta l’autore

Elisabetta Pucci:   betty888@hotmail.it